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Divergenze parallele. M5S e Lega alla prova della legge di bilancio
| Content Provider | Semantic Scholar |
|---|---|
| Author | Guerra, Maria Cecilia |
| Copyright Year | 2018 |
| Abstract | La necessità di raggiungere mediazioni e compromessi su punti di programma per cui vi è disaccordo costringe generalmente i governi di coalizione a adottare provvedimenti meno radicali di quelli che le singole componenti avrebbero adottato. Il governo Conte sembra in-vece seguire una logica diversa, fondamentalmente spartitoria, in cui ciascuna delle due fazioni che lo compongono si riserva un campo di azione, a partire da una divisione equilibrata delle risorse in gioco, rispetto al quale l’altra si astiene il più possibile dall’intervenire. Ne scaturisce un’azione politica non solo priva di una visione organica ma anche molto spesso contradditoria, che tende a enfatizzare quella ricerca del consenso presso particolari categorie di contribuenti/cit-tadini che contraddistingue, non da oggi, l’agire politico. All’indifferenza-insofferenza nei confronti dei vincoli sulle risorse è affidato il ruolo di sanare quella che invece potrebbe essere una con-traddizione di fondo, contenuta nello stesso contratto di governo. Un contratto che amalgama la visione sostenuta storicamente dalla destra – diminuire le tasse, soprattutto quelle che gravano su imprese e contribuenti più ricchi, nell’idea di rilanciare l’economia e favorire per “sgocciolamento” (trickle-down) anche i ceti più disagiati – e che si accompagna all’idea di togliere per questa via il foraggio allo Stato e, in particolare, alla voragine della spesa per welfare – una bestia sempre affamata, come diceva Reagan – con la visione opposta, a forte sostegno dell’intervento pubblico, che contraddistingue le parti del contratto dedicate al reddito di cittadinanza, alla scuola, alla sa-nità, agli investimenti. Non sorprende, in questo quadro, il cammino fortemente tormen-tato della legge di bilancio, imputabile non solo alla scelta, politica e preelettorale, di operare in aperta conflittualità con la Commissione europea, ma anche alla evidente difficoltà di conciliare provvedimen-ti identitari, e per questo irrinunciabili, che, per il loro contenuto e il drenaggio di risorse richiesto, sono però difficilmente conciliabili. Pur operando con un forte allentamento del vincolo delle risorse, la maggioranza di governo sta poi incontrando difficoltà a tradurre slogan elettorali di grande successo in provvedimenti veri e propri, dimostrando come parole d’ordine quali “abolire la Fornero”, “reddito di cittadinanza”, “lotta alle pensioni d’oro”, “pace fiscale”, non avessero alle spalle una sufficiente elaborazione analitica. |
| Starting Page | 18 |
| Ending Page | 24 |
| Page Count | 7 |
| File Format | PDF HTM / HTML |
| Volume Number | 2018 |
| Alternate Webpage(s) | https://iris.unimore.it/retrieve/handle/11380/1171416/211461/Divergenze%20parallele.pdf |
| Language | English |
| Access Restriction | Open |
| Content Type | Text |
| Resource Type | Article |