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Sviluppo e validazione di un metodo HPLC-FLD per la quantificazione di lisozima nei vini.
| Content Provider | Semantic Scholar |
|---|---|
| Author | Riponi, Claudio Natali, Nadia Chinnici, Fabio |
| Copyright Year | 2007 |
| Abstract | Premessa Il lisozima è una proteina ad attività litica il cui utilizzo è permesso in enologia per il controllo della flora lattica. Esso può trovare utile applicazione per completare o sostituire l’azione antibatterica della SO2 soprattutto in condizioni di pH > 3.5 o nelle vinificazioni a ridotto impiego di anidride solforosa. A causa della sua derivazione dall’albume d’uovo, il lisozima è stato inserito nella lista europea degli ingredienti allergenici per la cui presenza negli alimenti è prescritta l’indicazione in etichetta. Per il vino, tale obbligo è derogato fino al 25 novembre 2007. Ad oggi, nessuno dei metodi HPLCUV più comunemente utilizzati per la quantificazione del lisozima nei vini risulta essere stato validato. Per essi, è stato comunque documentato un limite di rilevabilità non inferiore a 5 mg/L. Vi è, quindi, l’esigenza di sviluppare un metodo RP-HPLC per la quantificazione del lisozima nei vini che sia validato e che dimostri una sensibilità analitica maggiore rispetto ai metodi esistenti, in modo da rilevare eventuali quantità di proteina residua nei vini pronti al consumo. |
| Starting Page | 74 |
| Ending Page | 74 |
| Page Count | 1 |
| File Format | PDF HTM / HTML |
| Alternate Webpage(s) | https://www.infowine.com/intranet/libretti/libretto4918-01-1.pdf |
| Language | English |
| Access Restriction | Open |
| Content Type | Text |
| Resource Type | Article |