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L'impiego della risonanza magnetica nei primi 30 giorni dopo l'infarto
| Content Provider | Semantic Scholar |
|---|---|
| Author | Filardi, Pasquale Perrone Costanzo, Pierluigi Cesarano, Paolo Gargiulo, Paola Iorio, Annamaria Losco, Teresa Marcianò, Caterina Scala, Oriana Marsico, F. Ruggiero, Donatella Marzano, Antonio Chiariello, Massimo |
| Copyright Year | 2008 |
| Abstract | La risonanza magnetica nucleare (RMN) si è imposta negli ultimi anni come metodica di uso crescente in cardiologia, grazie allo sviluppo di sequenze di immagine e protocolli di analisi finalizzati alla studio della perfusione, funzione e caratterizzazione tissutale del ventricolo sinistro. L’utilità della RMN in cardiologia è emersa soprattutto nel campo della cardiopatia ischemica cronica ed in particolare nella valutazione funzionale e tissutale della cardiomiopatia dilatativa ischemica. La peculiarità della RMN è legata principalmente alla capacità di fornire informazioni dirette sul substrato anatomo-patologico che sottende la disfunzione contrattile regionale in pazienti con cardiopatia ischemica cronica. Ovviamente, per motivi logistici facilmente comprensibili, la RMN non è una metodica di impiego clinico routinario nell’ambito delle sindromi coronariche acute, ma è stata impiegata, soprattutto per studi di fisiopatologia, nelle fasi subacute dell’infarto miocardico, ovvero a pochi giorni di distanza dall’evento acuto. Nel contesto dell’infarto subacuto, la RMN fornisce informazioni sulle precise dimensioni dell’area infartuale, sul tipo di danno miocardico intervenuto e sulla prognosi dei pazienti in termini di mortalità, morbilità e rimodellamento avverso del ventricolo sinistro. In campo diagnostico, la RMN consente di individuare, con imaging ottenuto dopo 15-20 min dalla somministrazione di gadolinio, la presenza di aree di necrosi nelle quali il tracciante paramagnetico resta intrappolato, consentendo una visualizzazione diretta del tessuto necrotico che appare come un’area ad elevata densità rispetto al tessuto circostante (“hyperenhancement”)1. In tale modo la RMN rappresenta l’unica tecnica finora disponibile per studi clinici nell’uomo capace di fornire un imaging della necrosi miocardica con elevata sensibilità, derivante dall’elevato potere di risoluzione spaziale. Quest’ultimo, superiore a quello delle metodiche radionucleari attualmente disponibili, rende conto di come la RMN sia capace di individuare piccole aree di tessuto necrotico non diagnosticate dalla medicina nucleare2,3. Oltre a fornire una migliore sensibilità l’elevata risoluzione spaziale consente unicamente alla RMN la possibilità di valutare la localizzazione nell’ambito della parete miocardica delle aree di necrosi, precisandone il grado di interessamento transmurale. La localizzazione transmurale è dunque un ulteriore aspetto peculiare della RMN il cui significato e rilevanza clinica sono tuttora in corso di valutazione, ma che certamente fornisce importanti informazioni di natura fisiopatologica in considerazione del differente contributo all’ispessimento contrattile fornito dai differenti strati della parete miocardica. La visualizzazione del tessuto necrotico con “late enhancement” è una tecnica ormai consolidata nella valutazione della vitalità miocardica, capace di fornire accurate informazioni, anche in pazienti con recente infarto miocardico, relative al destino funzionale di aree asinergiche. Infatti, il grado di estensione transmurale della necrosi è un predittore accurato anche se non perfetto di recupero funzionale dopo rivascolarizzazione miocardica in pazienti con cardiopatia ischemica4. In particolare, il potere predittivo positivo, ovvero la capacità di predire il miglioramento contrat© 2008 AIM Publishing Srl |
| Starting Page | 67 |
| Ending Page | 69 |
| Page Count | 3 |
| File Format | PDF HTM / HTML |
| Volume Number | 9 |
| Alternate Webpage(s) | http://www.giornaledicardiologia.it/r.php?a=7841&f=allegati/00672_2008_07/fulltext/S1-7_2008_18+67-69.pdf&l=10837&v=672 |
| Alternate Webpage(s) | http://www.giornaledicardiologia.it/allegati/00672_2008_07/fulltext/S1-7_2008_18%2067-69.pdf |
| Language | English |
| Access Restriction | Open |
| Content Type | Text |
| Resource Type | Article |